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Il coinvolgimento di Carlo Verdone nello scandalo Panama Papers

Il coinvolgimento di Carlo Verdone nello scandalo Panama Papers

Molti lo ricorderanno, mentre ad altri sarà passato di mente. Fatto sta che un paio di anni fa esplose lo scandalo Panama Papers, vale a dire la notizia secondo cui parecchi politici, vip, uomini d’affari e personaggi in qualche modo noti all’opinione pubblica, fossero soliti nascondere i loro risparmi nelle banche panamensi.

In banche che applicavano (e applicano tuttora) condizioni particolarmente vantaggiose per i correntisti che decidono di aprire un conto presso di loro; e questi vantaggi consistono nient’altro che in costi e commissioni rasenti lo zero, nonché nella massima riservatezza delle informazioni personali.

E tra i tanti vip, ad essere coinvolto in questo scandalo ci fu anche Carlo Verdone. Dopo una settimana dall’inizio delle accuse, l’attore romano postò su Facebook un lungo commento circa il suo presunto coinvolgimento in questa storia. “Cari amici, mi dispiace tanto non aver detto nulla per giorni. Ma mettetevi nei miei panni… non è affatto gradevole finire sui media come una persona che si è macchiata di un reato”. Verdone si definì “sorpreso” di essere stato accostato a una società panamense, e proprio per questo chiese di fare ulteriori approfondimenti, certo che da quelle indagini sarebbe arrivata la prova della sua innocenza.

“Ve lo dico in modo chiaro e tondo: non ho soldi né immobili a Panama, e tanto meno ho mai pianificato di trasferire denaro in quel posto. Inoltre non ho mai dato alcun tipo di incarico a qualcuno affinché venisse aperta una società di cui sarei poi diventato socio. Sono vicende queste che possono gettare ombre insopportabili e farmi apparire per quello che non sono e che non sono mai stato”.

Ma le considerazioni di Verdone non si fermarono certo qui, anzi, l’attore e regista – che è appena tornato alla carica col suo ultimo film “Benedetta follia” – disse di essere convinto che il suo nome veniva usato per operazioni contro la sua volontà: “Visto che appare il mio nome in una società costituita a Panama, nel momento in cui avrò modo di poter spiegare, saprò dimostrare con chiarezza la mia assoluta e totale onestà. E arrivare a chi, senza la mia autorizzazione, e approfittandosi della mia buona fede, ha fatto quello che ha fatto”.

La società a cui faceva cenno Verdone è la Athilith Real Estate, registrata a Panama nel 2009 e liquidata cinque anni dopo, nel 2014. “Ho pagato le tasse maturate sui guadagni con la massima diligenza. Sempre. E mai sono stato oggetto di indagini da parte della Finanza”. “Ripeto, quando questa vicenda arriverà in superficie, saprò rispondere limpidamente e sinceramente di quello che ho fatto e di quello che non ho fatto. Voglio solo che mi sia data fiducia. Solo questo. Per il resto, grazie per avermi ascoltato”.

Pur essendo passato del tempo dall’emergere di quella storia, lo scandalo Panama Papers rimane ancora fortemente attuale e continua a coinvolgere diversi personaggi dello star system. All’epoca, ricordiamo, oltre Carlo Verdone furono coinvolti anche Barbara D’Urso, Luca Montezemolo, lo stilista Valentino Garavani, l’ex pilota di Foruma Uno Jarno Trulli, l’ex senatore Marcello Dell’Utri e così via.