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Molestie nel cinema, Verdone difende Zeffirelli: “Lasciatelo in pace”

Molestie nel cinema, Verdone difende Zeffirelli: “Lasciatelo in pace”

Da attore e regista di fama qual è, neppure Carlo Verdone poteva esimersi dal commentare il fenomeno degli abusi sessuali che sta prendendo di mira il mondo del cinema e che da Hollywood si è velocemente spostato all’Italia.

Durante la presentazione del suo nuovo film, “Benedetta follia”, Carlo Verdone ne ha approfittato per parlare delle molestie del cinema e delle accuse, a scoppio ritardato, che molte attrici hanno mosso nei confronti di registi e produttori. “Chi ha sbagliato con ogni probabilità trarrà qualche insegnamento dai suoi errori. Ma è ora di dire basta con queste accuse che arrivano trent’anni dopo. Il caso Zeffirelli è emblematico”, ha spiegato Verdone. “E’ giunto il momento di lasciare in pace il regista da accuse di trent’anni fa e oltre. Le violenze, se ci sono, vanno denunciate all’istante”, ha aggiunto.

A far venir fuori il caso Zeffirelli è stato l’attore Johnathon Schaech. Stando a quanto ha detto l’attore, Zeffirelli lo avrebbe molestato nel 1993 sul set del film Storia di una capinera. Il figlio di Zeffirelli, Pippo, ha prontamente risposto alle accuse mosse da Schaech: “Sono accuse false, che hanno quasi il sapore di una vendetta”. Ma l’attore rincara la dose: “Con la scusa di insegnarmi tentò di sedurmi fin dall’inizio… Mi diceva quanto ero bello, mi raccontava storie ai limiti dell’incredibile e mi spiegava cosa avrei dovuto fare per diventare un grande artista. Capivo che cercava ben altro da me, oltre che essere il suo primoattore”.

Pippo, da parte sua, ha spiegato: “Mio padre diede al signor Schaech la sua prima occasione nonostante il ragazzo all’epoca soffrisse di una ostruzione alla gola che gli rendeva difficile pure parlare. Per questo motivo, alla fine delle riprese, Zeffirelli decise di far doppiare il personaggio interpretato da Jonhathon da un attore inglese, e la cosa mandò su tutte le furie il ragazzo. Quindi le accuse che oggi avanza Schaech hanno il sapore di un fumus persecutionis”. Tra l’altro, ha aggiunto Pippo Zeffirelli, lui e Johnathon si sono sentiti più volte anche su WhatsApp, e mai è emerso da parte dell’attore un disagio di questo tipo.

Dunque, “non si capisce proprio perché il signor Schaech abbia aspettato così tanto e scelto proprio questo momento per avanzare le sue accuse, specie ora che il Maestro, a causa delle sue condizioni di salute precarie, non ha modo di difendersi come dovrebbe”. Ci sono insomma tutti gli estremi per interpretare la cosa come “una chiara vendetta nei confronti di Zeffirelli” e di un disperato tentativo “di ottenere quella notorietà che Schaech pensava di ottenere all’inizio della sua carriera; notorietà che poi non è mai più arrivata”.

Insomma, le accuse mosse nei confronti di Zeffirelli non hanno trovato grande ospitalità nell’ambiente mediatico e sono state rigettate, oltre che dalla famiglia, anche da colleghi noti e autorevoli come appunto Carlo Verdone. Perché molte accuse di molestie rimarranno “senza soluzione”, ma quel che fa specie, al di là del fatto che ci siano o non ci siano stati abusi, è che tali accuse arrivino sempre a distanza di anni da quando sarebbero state compiute.